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L’evoluzione Tecnica degli Anni ‘30: le Prove Funzionali

Altro capitolo che riguarda gli anni ‘30 è l’attivazione delle PROVE FUNZIONALI. Un fatto tecnico assolutamente dimenticato nel tempo, ma invece molto interessante.

Lo scopo di questi veri e propri test attitudinali era quello di PROVARE le capacità dei giovani soggetti di 3 anni, con particolare riguardo agli stalloni, di rispondere alle esigenze di servizio richieste alle varie razze o tipologie di soggetti.

Vale a dire che fu da subito chiaro agli allora Responsabili del settore equino che, oltre a creare seri sistemi di controllo tecnico e sistemi di selezione ben strutturati, altrettanto importante era “testare” le capacità attitudinali almeno dei riproduttori. Un concetto ancora molto moderno se pensiamo ai performance test organizzati per le razze da sella e che sono uno dei punti cardine di molti schemi selettivi.

 

I RISCONTRI STORICI

Dai documenti storici emerge che un primo esperimento venne fatto nel novembre 1933 presso il Deposito di Ferrara in cui furono impegnati gli stalloni della generazione 1930.

Successivamente, alla Fiera di Verona nell’ottobre 1934, fu organizzata una sessione di test funzionali aperto ai soggetti preparati dai privati allevatori. Ma il documento principale di cui si dispone negli archivi storici ANACAITPR è il volumetto pubblicato nel 1934 dal Deposito di Ferrara circa il regolamento ed i cavalli partecipanti alle Prove funzionali che ebbero luogo il 30 ottobre del 1934. Tali Prove erano stabilite e regolate da apposito Decreto del Ministero Agricoltura e Foreste (DM del 25 agosto 1934)

In quella occasione vennero condotte Prove per diverse tipologie di razze, dagli stalloni da Tiro Pesante Lento a quelli da Tiro Pesante Rapido,  sino ai cavalli di derivazione orientale e Haflinger come già avvenuto nel 1933.

Per ogni razza ( o tipologia di razza) era prevista in dettaglio la Prova da effettuare che aveva molta attinenza con il tipo di prestazioni richieste alla razza nel suo impiego militare o civile.

 

LA PROVA FUNZIONALE PER GLI STALLONI DELLA CATEGORIA  DA TIRO PESANTE RAPIDO

Per i soggetti da Tiro Pesante Rapido il test era mirato a saggiare le capacità degli stalloni di saper sopportare un lavoro medio-pesante su percorsi abbastanza lunghi con andatura soprattutto al trotto.

Più precisamente la Prova era formulata come segue: (vedere riproduzione a lato) 

 

Distanza 25 Km su strada a fondo battuto in terreno piano; peso lordo trainato per pariglia 13 quintali. I primi 20 km al trotto alternato al passo a volontà, nel tempo massimo di 3 ore; gli altri 5 km al trotto per 4.700 metri e al galoppo per gli altri 400 metri.

 

Dopo i primi 20 Km era stabilito un controllo veterinario con esclusione dei soggetti eccessivamente in difficoltà. La classifica era basata sulla seconda parte della Prova.

 

Nelle Prove del 1933 furono impegnate tre pariglie TPR (vedere qui di seguito la riproduzione del catalogo).

La migliore pariglia risultò quella composta dagli stalloni Debito e Debitore (non è un’ironia ndr) che compì i primi 20 km in 2 ore e 13 minuti, quindi ampiamente al di sotto delle 3 ore accordate. Le altre due pariglie impiegarono comunque 2 ore e 27 minuti. La seconda parte della Prova ( I 5 Km da svolgere al trotto e al galoppo). vide tempi di esecuzione compresi tra 22 minuti e 44 secondi e 22 minuti e 54 secondi con scarti molto ridotti, tanto da far pensare ai Responsabili che la Prova andasse resa un po’ più selettiva.

Ma per chi se ne intende di lavoro con cavalli, una prova su 25 km congegnata per impegnare il cavallo soprattutto al trotto, sarebbe considerata molto seria e con esigenze di allenamento importanti perché i cavalli acquisiscano il fondo atletico necessario ad affrontarla.

 

Nel 1934 venne impegnata in Prova la generazione 1931. Gli stalloni da TPR di origine Bretone (o Brettone come si diceva allora) erano presenti con 4 singoli e ben 7 pariglie. Ad essi si aggiungevano 4 soggetti di origine Percheron (Percese) e 3 Norici. Tutti questi soggetti erano classificati nella categoria da Tiro  Pesante Rapido. Per i singoli era previsto il traino di una “carretta da Battaglione” o di una “carretta domatrice” del peso di 650 Kg; per le pariglie, invece, il traino era un Break da 1.300 Kg come da Regolamento.

 

ANNOTAZIONE STORICA. In realtà le annotazioni sono due:

La prima che la definizione TPR è in realtà un indicazione di attitudine e non di razza. Anche derivati Percheron e i Norici rientravano in questa categoria attitudinale. 

Del resto il nome corretto della nostra razza è Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido.

Il nome è quindi Cavallo Agricolo Italiano e la definizione TPR indica solo il tipo di impiego attitudinale e non la razza.

 Non si sono trovati documenti circa i risultati delle Prove del 1934 (molto materiale del Deposito di Ferrara è andato disperso nel tempo). Però conosciamo il percorso: la prima parte di 20 Km si svolgeva nei dintorni di Ferrara: partenza dal Deposito per proseguire poi verso Ponte S. Giorgio – Quacchio – Ponte Gradella – Bivio Ponte Fergnani (con posto di controllo veterinario) – Fossalta – Baura (2° posto di controllo) e ritorno al Deposito. La seconda parte della Prova (5 Km) si svolse invece all’interno del Deposito sfruttando anche la pista dell’Ippodromo annesso al Deposito. L’itinerario è una curiosità che a molti non dice nulla, ma che invece sarà interessante per i lettori della zona di Ferrara.

Purtroppo non si sono potuti trovare altri documenti circa le Prove Funzionali degli anni successivi; ma sembra che un’esperienza ritenuta così importante nei commenti scritti a corredo del Catalogo Prove del 1934, non possa essere rimasta isolata. Del resto, si trattava di metodi di selezione e testaggio diffusi in tutta Europa e sostanzialmente analoghi tra loro.

Vale la pena di sottolineare comunque come, nell’arco di 7-8 anni, l’impianto del sistema selettivo della razza fosse completo e molto raffinato:

Scelta e destinazione degli stalloni nelle Stazioni di riproduzione da parte del Deposito Stalloni; qualora nella Stazione fossero presenti più stalloni, le fattrici erano assegnate obbligatoriamente all’accoppiamento con un preciso stallone;

Controllo delle produzioni con visite e raduni annuali in cui venivano presentati i puledri sottomadre ed i soggetti di 30 mesi di cui veniva redatta una scheda tecnica dei pregi e dei difetti;

Organizzazione di un Concorso di promozione e valorizzazione della razza (Mostra di Verona) in cui si svolgeva anche il confronto dei giovani maschi di 30 mesi, i migliori dei quali erano acquistati dal Deposito stalloni per essere immessi nel circuito di riproduzione selezionata;

Attivazione di Prove funzionali per testare le capacità attitudinali dei riproduttori.

Un sistema completo e moderno, si diceva poc’anzi: ad esempio, l’assegnazione delle fattrici agli stalloni è una forma di “accoppiamento guidato”; il controllo delle produzioni corrisponde esattamente a quanto facciamo ancora al giorno d’oggi tramite le visite degli Esperti di razza; la realizzazione di una Mostra di razza aveva lo scopo di  verifica e confronto tecnico tipo i Raduni del giorno d’oggi, ma anche il significato di promuovere il lavoro degli allevatori e i loro soggetti  creando opportunità di commercializzazione; l’istituzione di Prove di campo funzionali quale test finale delle qualità dei giovani stalloni era il completamento di un ciclo di selezione dei giovai stalloni.

Possiamo dire che ai nostri predecessori mancavano forse sistemi di calcolo e di elaborazione dei dati che l’informatica ci ha messo a disposizione al giorno d’oggi, ma non difettavano certo di una visione tecnica molto avanzata.

Gli anni ’30 sono il decennio in cui vengono poste le basi genetiche e tecniche della razza e del futuro Libro Genealogico. Ad essi seguirono gli anni difficili della 2^ Guerra Mondiale che rischiò di distruggere il lavoro di impostato tra gli ani ’20 e ’30. Ma questo sarà oggetto di altri capitoli.

 

ANNOTAZIONE STORICA

Uno degli stalloni protagonisti dei test funzionali 1934, fu E.Baldo (scheda originale del Catalogo Prove del 1934 riprodotta qui a fianco), che abbiamo conosciuto per la prima volta sotto al madre nella prima puntata di questi brevi articoli storici. Dai documenti d’archivio, risulta infatti che E.Baldo fu considerato uno dei migliori prodotti tra i maschi della generazione 1931 e venne acquistato dal Regio Deposito di Ferrara quale riproduttore. Dopo la prima stagione di impiego riproduttivo,  lo stallone venne sottoposto all’addestramento per affrontare la Prova Funzionale del 30 ottobre.

 

 

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 Redazione del testo a cura del Dott. Giuseppe PIGOZZI Direttore dell'Ufficio Centrale di Libro Genealogico - ANACAITPR

 

 

 


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